formazione e catechesi
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Dio è un padre "a cui non piace perdere". Egli cerca, con gioia e "con una debolezza d'amore", le persone smarrite, suscitando spesso "la musica dell'ipocrisia mormoratrice" dei benpensanti. È la chiave di lettura suggerita da Papa Francesco nell'omelia della messa celebrata giovedì mattina, 7 novembre, nella cappella della Casa Santa Marta, a commento dal passo evangelico di Luca (15, 1-10) proposto nella liturgia.Il Pontefice ha iniziato la sua meditazione proprio descrivendo l'atteggiamento dei farisei e degli scribi che studiavano Gesù "per capire cosa faceva", scandalizzandosi per "le cose che lui faceva. E scandalizzati mormoravano contro di lui: ma quest'uomo è un pericolo!". Scribi e farisei, ha spiegato il Santo Padre, credevano che Gesù fosse un pericolo. Ecco perché il venerdì santo "chiedono la crocifissione". E prima ancora - ha ricordato - erano arrivati a dire: "È meglio che un uomo solo muoia per il popolo e che non vengano i romani. Quest'uomo è un pericolo!".
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Due icone e una domanda. Papa Francesco le ha proposte stamane, giovedì 31 ottobre, nella messa celebrata sulla tomba del beato Giovanni Paolo II nella cappella di San Sebastiano della basilica Vaticana. Con il Santo Padre hanno concelebrato oltre centoventi sacerdoti, in gran parte polacchi, tra i quali l'elemosiniere pontificio monsignor Konrad Krajewski. Commentando le letture del giorno tratte dalla Lettera ai Romani (8, 31-39) e dal Vangelo di Luca (13, 31-35) il Papa ha pronunciato la seguente omelia. - Details
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Giovanna Jacob - © www.culturacattolica.it - 20-27 ottobre 2013Fraintendimento sistematico
Con il presente iniziamo la pubblicazione di una serie di preziosi contributi della Dott.ssa Giovanna Jacob su Papa Francesco. Eugenio Scalfari sembra essersi dato una missione: interpretare erroneamente con ostinato zelo ogni parola uscita dalla bocca del Santo Padre (vedi Scalfari e il gioco delle tre tavolette). Ma l’atteggiamento di Scalfari non è per nulla sorprendente, al contrario. E’ normale che un giornalista “laicista” ossia radicalmente ateo non sopporti quello che dice un Papa e quindi o lo critichi o in alternativa cerchi di distorcerlo per adattarlo al suo pensiero. Quello che invece è davvero preoccupante è che oggi a fraintendere ogni parola pronunciata dal Papa ci si sono messi anche molti cattolici, fra cui Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro, Mattia Rossi e Pietro De Marco.
Se questi ultimi sospettano il Papa di eresia, invece i soliti ultra-tradizionalisti sedevacantisti vedono in lui l’Anticristo annunciato da un assortimento di profezie di veggenti di dubbia ortodossia e maghi pittoreschi, fra i quali l’immancabile Nostradamus, campione nell’arte di dire tutto e il contrario di tutto in ogni riga. A saperlo interpretare, potreste leggere nelle sue righe la profezia di qualunque cosa vi venga in mente, anche del fatto che adesso state leggendo questo articolo.
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